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LA SANTELLA DI SAN LAZZARO A COVO

4 aprile 2025

LA SANTELLA DI SAN LAZZARO A COVO

Nella città di Covo, in provincia di Bergamo, in Lombardia, esiste una cappelletta (“santella”) dedicata a San Lazzaro, rifatta dai Covesi nel 1855 come voto in seguito a un’epidemia di colera che colpì la popolazione e recentemente interamente restaurata.

 

L’affresco, del pittore Giacomo Giordano, allievo di Giuseppe Diotti, rappresenta la consegna della reliquia di San Lazzaro da parte di Frà Bellino Crotti cappellano di Bartolomeo Colleoni, signore a Covo, al parroco di Covo.

 

Nel 1443, mentre il Colleoni guerreggiava intorno a Senigallia a capo delle truppe dei Visconti, il cappellano frà Bellino rovistava nella sacrestia di una chiesetta fuori città e trovava le reliquie di S. Maria Maddalena e San Lazzaro, donate poi dal Colleoni, le prime alla Comunità di Romano e le seconde alla comunità di Covo (1449).

 

Narra la leggenda che nel momento in cui giunse in Covo col teschio di San Lazzaro, le campane si misero a suonare autonomamente senza che nessuno le avesse toccate e che i cavalli non volessero proseguire il percorso. Questo piccolo miracolo spinse il Colleoni a donare a Covo la reliquia più preziosa.

 

Sul luogo dove frà Bellino donò le reliquie di San Lazzaro alle autorità civili e religiose di Covo, fu subito eretta una cappelletta come monumento commemorativo. San Lazzaro divenne il patrono della comunità civile fino ai giorni nostri: è sopravvissuta l’usanza di far scoprire la teca contenente il teschio (dietro la vetrata dell’apposito altare) allorquando si intende invocare il Santo per la guarigione di un compaesano ammalato.

Nel 1721, le reliquie vennero autenticate dal vescovo di Cremona monsignor Alessandro Maria Litta che collocò il cranio di San Lazzaro nel nuovo reliquiario ancora esistente. Due anni dopo, nel 1733, venne realizzata la parte marmorea dell’altare nella Chiesa Maggiore di Covo, ancora oggi conservata.

 

L’autenticità della reliquia è stata recentemente nuovamente certificata dal delegato vescovile don Daniele Piazzi che ha esaminato le reliquie attribuite a San Lazzaro e le ha risigillate con gli stemmi del vescovo di Cremona. La certificazione si era resa necessaria dopo il restauro del reliquiario.


THE SHRINE OF SAN LAZZARO IN COVO

In the town of Covo, in the province of Bergamo, Lombardy, there is a small chapel (‘santella’) dedicated to Saint Lazarus, rebuilt by the people of Covo in 1855 as a vow following a cholera epidemic that struck the population, and recently fully restored.

 

The fresco, by painter Giacomo Giordano, a pupil of Giuseppe Diotti, depicts the handing over of the relic of St Lazarus by Frà Bellino crotti, chaplain to Bartolomeo Colleoni, lord of Covo, to the parish priest of Covo.

 

In 1443, while the Colleoni was waging war around Senigallia at the head of the Visconti troops, the chaplain Friar Bellino rummaged through the sacristy of a small church outside the city and found the relics of St. Mary Magdalene and St. Lazarus, later donated by the Colleoni, the former to the community of Romano and the latter to the community of Covo (1449).

 

Legend has it that the moment he arrived in Covo with the skull of St Lazarus, the bells began to ring on their own without anyone touching them and the horses did not want to continue their journey. This small miracle prompted the Colleoni to donate the most precious relic to Covo.

 

On the site where Friar Bellino donated the relics of St Lazarus to the civil and religious authorities of Covo, a small chapel was immediately erected as a memorial. St Lazarus became the patron saint of the civic community to the present day: the custom of uncovering the casket containing the skull (behind the stained-glass window of the special altar) has survived when one intends to invoke the saint for the recovery of a sick fellow villager.

 

In 1721, the relics were authenticated by the bishop of Cremona Monsignor Alessandro Maria Litta who placed the skull of St. Lazarus in the new reliquary that still exists. Two years later, in 1733, the marble part of the altar was made in the Main Church in Covo, which is still preserved today.

 

The authenticity of the relic was recently certified again by the bishop's delegate Don Daniele Piazzi, who examined the relics attributed to Saint Lazarus and resealed them with the crests of the bishop of Cremona. The certification had become necessary after the restoration of the reliquary.

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